Voto ungherese e risveglio europeo, intervista a Roberto Fiore

Roma 2 ott –

D- Segretario, arrivano da Budapest le notizie del quorum non raggiunto, ma di un voto plebiscitario (98%) contro i diktat di Bruxelles, che ne dice?

R- Avevamo già segnato nel nostro calendario la data del 2 Ottobre come inizio della rivoluzione europea. Oramai è evidente: l’ Ungheria è avanguardia di altri Stati del centro Europa nella sua chiara affermazione di sovranità e di ribellione a Bruxelles e Washington, baluardo della resistenza nazionale e cristiana in tutto il continente. Ma non è solo l’ Ungheria, i 4 di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia), sospinti dai loro popoli, sono all’opera per la costruzione di un nuovo concetto d’ Europa, dove gli Stati siano sovrani, le questioni non vengano risolte da anonime commissioni, ma consultando i popoli, e dove l’ immigrazione si risolve applicando un’idea molto concreta: “Aiutiamoli a casa loro”.

D- Ci sono altri segnali o l’ Ungheria è avanguardia isolata in questa rivendicazione di sovranità?

R- Anche la Polonia procede decisa verso posizioni nazionalcattoliche e radicalmente antiliberali; il Parlamento di Varsavia si prepara ad approvare una legge che eliminerà una volta per tutte l’omicidio dell’ aborto, e la lotta per il diritto alla vita ha una rilevanza strategica in ogni Riconquista.
Se si pensa che in Polonia, fino alle restrizioni adottate 15 anni fa, si praticavano 500mila aborti l’ anno e che la Russia ha visto sparire in soli 50 anni oltre 200 milioni di nuovi russi si comprende bene che contro l’ Est Europeo è stata mossa una guerra di sterminio che oggi finalmente si sta fermando.

D – E poi c’è la Slovacchia

R – Certamente, Kotleba, leader nazionalrivoluzionario forte di 14 deputati e con un partito in ascesa, governa una grande regione: la Barnska Bistrica; finora è l’unico esempio in Europa di governo nazionalrivoluzionario. Conferma questo profilo molto interessante la raccolta firme in atto per un referendum contro NATO e Bruxelles.
Sono popoli in piena rivolta sociale e presto con il ballottaggio in Austria il fuoco sarà appiccato anche ad Occidente: la vittoria di Hofer cambierà l’ atteggiamento verso le nuove forme di colonialismo americano come il TTIP.
Presto vedremo anche altre nazioni europee unirsi alle quattro di Visegrad, la Romania e la Bulgaria, ad esempio, dove i confini sono controllati da forze paramilitari nazionaliste, e direi anche la Bielorussia, i cui interessi coincidono con quelli delle nazioni ribelli.

D- E in Italia? Cosa possiamo sperare?

R- Mentre le nazioni dell’ Est e dell’Europa centrale si svegliano in Italia è tutto fermo.
Questa differenza ha una ragione storica. Più forte è la sudditanza dei nostri politicanti, dei nostri media, dei nostri apparati segreti verso gli USA ed i suoi progetti multietnici e multi sessuali – il gender – e più assordante è il silenzio della politica sui grandi temi, quelli legati alla sopravvivenza dell’ Italia.
Qualcuno spera che con la caduta di Renzi si aprirà – forse con Grillo, con l’eterno Berlusconi o con Salvini – un percorso di liberazione da questi poteri? E’ assolutamente impossibile. Perché nelle regioni controllate dal centrodestra c’è la più alta densità di immigrati?
Da mafia capitale alle mafie meridionali, dal potere di Monte Paschi di forzare le regole all’ invasione dei “rifugiati”, alle scabrose leggi sui “matrimoni” civili, che hanno portato in un battibaleno all’ adozione di bambini, arriva la conferma che se oggi vogliamo aprire una breccia in questo sistema lo possiamo fare solo a spallate, mobilitando la piazza.
Alcune delle manifestazioni tenutesi in Veneto nelle ultime settimane hanno visto i nostri dirigenti guidare centinaia di italiani; il popolo sembra comprendere che senza Forza Nuova non si esce dalla crisi e che l’ unica classe politica che non tradirà mai è quella forzanovista; questo fa ben sperare.

Redazione RadioFN

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